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Dovere di cronaca

25 luglio, “Anm e Metronapoli verso la fuga da Unico”.

Il Comune di Napoli verso l’uscita dal consorzio Unico Campania. Anm e Metronapoli, le partecipate municipali dei trasporti, sono in sofferenza: problemi economici e finanziari, bilanci a rischio rosso, difficoltà nel pagamento degli stipendi, come dimostra la crisi scongiurata di qualche giorno fa con i dipendenti dell’azienda dei bus. I motivi delle casse vuote sono legate, oltre che al difficile momento economico, ai ritardi nei trasferimenti regionali. Palazzo Santa Lucia versa al Comune circa 20 milioni di euro a bimestre: «Hanno saltato due pagamenti», confessa l’assessore al Bilancio Michele Saggese (nella foto), «Sono soldi che ci spettano, il corrispettivo per il servizio minimo stabilito da una legge nazionale». Ovvero il blocco non è legato alla questione delle delibere congelate: si tratta di fondi ordinari che secondo lo Stato la Regione deve versare senza necessità di rendiconto da parte del Comune, assicura l’assessore. E la manovra di Tremonti ha tagliato trasferimenti per altri 40 milioni di euro. «A questo punto dobbiamo rivedere l’intera strategia, la prossima settimana ci incontreremo con il sindaco e i vertici delle società per discuterne», spiega l’esponente di giunta. Proprio in quest’occasione si potrebbe parlare della possibile uscita dal consorzio. Alcuni studi avrebbero dimostrato che Unico Campania non è vantaggioso per le aziende, ma anzi, ci rimettono. «L’obiettivo del Comune è sanare i bilanci delle sue partecipate, mantenere una certa qualità del servizio e soprattutto non appesantire il cittadino». Ovvero l’uscita dal consorzio si farà solo se mantenendo inalterato il costo del biglietto – ora a un euro e dieci centesimi – si riuscirà a ottenere un vantaggio economico. La strada sembra percorribile, perché dal Consorzio Palazzo San Giacomo prenderebbe meno soldi rispetto a quelli che entrerebbero se vendesse i ticket in proprio. Cosa del tutto fattibile, assicurano i tecnici, in tempi relativamente brevi. In sostanza Unico Campania vende i ticket, poi ripartisce gli incassi tra le varie aziende, garantendo a tutti un minimo “sociale”: strategia che oggi non sarebbe più conveniente per Anm e Metronapoli, pronte a fare i bagagli per un’alternativa che consenta di aumentare le entrate.

Giusto per dire che questa cosa qui io l’avevo annunciata già tempo fa.

Ps. Ma la Sannino presidente Metronapoli che scrive alla Sannino presidente di Unico non ha fatto ridere nessuno?

A.

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