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Sacchetti e buoi dei paesi tuoi

La socia ha già spiegato un po’ quello che è successo oggi, ma ora lo faccio pure io.

In consiglio comunale ci siamo stati pochi. Giusto il tempo di commemorare l’avvocato Giovanni Bisogni, poi un emendamento di Borriello sulle parrocchie*, poi il capogruppo Pdl che era la nonsochenumero seduta in seconda convocazione, che ci sono dei seri dubbi sulla legittimità, che domani si riunisce la conferenza dei capigruppo per decidere come usare questo strumento che abbiamo ripescato dagli anni ’70, e allora non era meglio sospendere? Detto, fatto.

Sono andata dal sindaco e non ce l’ho fatta a trattenermi.

“Sindaco, questa delibera è un po’ sfortunata….sembra na maledizione, è la settima volta che salta”

E lei “Non si può non tenere conto che di mezzo ci sono le elezioni, e allora di mezzo c’è un interesse della maggioranza attuale e di quella che aspira a essere la maggioranza futura”. Vabbè, inutile che lo spieghi. L’ha detto lei, eh.

Poi sono andata a discutere di un ufficio stampa che devo fare lunedì, e dopo a mangiare con dei colleghi. Pezzi da scrivere di corsa sulla mattinata (c’è anche la probabile nomina dell’ex difensore civico Pedersoli nel Cda della Elpis, la partecipata comunale che si occupa di affissioni e pubblicità), poi di corsa in Prefettura. Erano già tutti lì, ma a me avevano chiesto di seguire solo la conferenza.

In pratica a Natale saremo in pieno disastro ambientale. Sotto l’albero 60mila tonnellate di immondizia.

Come uscirne? Ci vorrebbe la bacchetta magica. Tutti i nostri esponenti degli enti locali sentiti hanno chiesto una deroga alla provincializzazione. Che è un concetto teoricamente valido ma praticamente fallimentare per cui ogni provincia si gestisce la munnezza sua. Solo che la Provincia di Napoli ha l’8% del territorio campano e il 53% della popolazione. Numeri alla mano, è facile capirne l’assurdità. La Iervolino dice che Caldoro dovrebbe fare un’ordinanza per obbligare gli altri a prendersi la nostra munnezza, visto che loro manco tanto cortesemente c’hanno detto che non la vogliono assolutamente. Ma noi a terra abbiamo distese di sacchetti e qualcosa dobbiamo pure fare. Caldoro dice che i poteri per farlo non ce li ha.

La legge è nazionale, spetterebbe dunque al governo intervenire. Ma quale governo? Con la crisi in atto la Campania non è più una priorità, c’è un nuovo decreto legge di cui si dovrebbe discutere ma non è sicuro che si farà né sappiamo cosa dica. La Iervolino ci ha spiegato che lo stesso Pecorella le ha dato poche speranze per un passo indietro sulla provincializzazione. Al momento la nostra immondizia non interessa molto a Roma. Fino, forse, alla prossima campagna elettorale. Io poi sono tornata a scrivere, ho cenato e ora sono qui che penso che dovrei studiare. Ma voglia zero.

*È successo che nel piano sociale di zona si sono dimenticati di considerare le parrocchie, un consigliere comunale Pdl, Ambrosino, l’ha notato e ha mandato la delibera al cardinale Sepe. La segreteria della Curia ha chiamato al segretario provinciale Pd Nicola Tremante (ex Dc) che preso dall’imbarazzo e anche perché poi non aveva capito come non scontentare la Chiesa, visto che non hanno fatto richieste specifiche, ha fatto preparare un emendamento al capogruppo Pd in consiglio.

A.