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FLASH/L’acqua pubblica

Non ho capito perché la nuova giunta ha fatto una delibera per la ripubblicizzazione dell’acqua.
RIpubblicizzazione? Ma a Napoli l’acqua è sempre stata pubblica! Ci sono state delibere, ordini del giorno in consiglio comunale ecc ecc ecc. in tal senso.
L’Arin spa è una società per azioni di proprietà interamente comunale. Leggevo qualche giorno fa che De Ma vuole cambiarne la ragione sociale perché in capa sua una spa, anche se interamente pubblica, è una cosa brutta e cattiva,
Peccato che, come leggevo sul Corriere della Sera all’indomani del referendum, l’Arin rappresenta una best practice perché con la spa è riuscita a produrre utili (e prima era in perdita).
Ma tutta sta demagogia non preoccupa nessuno?

A.

La paura fa 90

La paura fa novanta. Il centrosinistra fa quadrato attorno a de Magistris e il Pd parla di patto elettorale per vincere. Da un lato Pasquino convoca la stampa per fare l’identikit del candidato per cui votare al ballottaggio (il Terzo Polo non dà indicazioni su chi votare, ma quante similitudini con de Magistris) dall’altro il centrosinistra (e facciamo i nomi sennò qualcuno si offende: Pd, Sel, Verdi che al primo turno stavano con Morcone. E poi Idv e Federazione della sinistra che dall’inizio appoggiavano l’ex pm) dice che i loro voti andranno a lui.

Ora ho capito che il Pd non voleva de Magistris etc etc etc, ma poi torna sui suoi passi e dice: “L’obiettivo è cacciare Berlusconi”. Non mi sembra molto sensato, ma cosa lo è in questa città di primarie fatte e annullate, di dimissioni fatte male e durate più o meno 48 ore, di aggressioni a destra e a sinistra, di colpi bassi e nessuna proposta?

Sono stata alla conferenza di Pasquino e poi a quella dei partiti sopraelencati. E sì, mi sono divertita nonostante il sonno, la stanchezza e la testa pesante di margarita. E poi era sabato e sono andata a scrivere in redazione, contenta.

Quando ho finito, ho chiuso tutto in fretta, temendo che in qualche modo mi bloccassero ancora lì. Ho salutato e sono andata via, ma è arrivata una telefonata. Marco Nonno, il più votato alle elezioni per il Consiglio Comunale: “Sono stato aggredito da sostenitori di de Magistris, gente dei centri sociali”. E tu che ne sai che erano dei centri sociali? “Perché puzzavano”, mi ha risposto. Ecco cosa significa dire: “La sinistra non si lava” che poi uno che è stato aggredito mentre era con il figlio ti dice che sono stati quelli di sinistra perché puzzavano.

Sono tornata in redazione, spiegato e scritto, ma non prima di aver richiamato Nonno per chiedergli copia della denuncia via fax. Non si può mai sapere, è sempre bene mettere agli atti. La classica polpetta avvelenata pre-voto e oggi guardando la tv ho scoperto che anche a Milano una candidata ha detto di essere stata aggredita dai sostenitori di Pisapia. Coincidenze? Forse erano gli stessi in trasferta da Napoli a Milano.

L.

Il sindaco che verrà

“Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando
sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scenderà dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno.

Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno,
anche i muti potranno parlare
mentre i sordi già lo fanno.

E si farà l’amore ognuno come gli va,
anche i preti potranno sposarsi
ma soltanto a una certa età,
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo furbi
e i cretini di ogni età.”

(Lucio Dalla, l’anno che verrà)

In campagna elettorale, si sa, ogni promessa è permessa. L’intera politica si fonda su promesse di cose che poi, puntualmente, non vengono realizzate. Tanto i cittadini ci credono, quindi perché cambiare? Se non fosse così, il mondo sarebbe un posto diverso e Berlusconi canterebbe sulle navi da crociera con Apicella. Ma siccome promettere non costa nulla, lui è premier e Apicella è ricco sfondato con la sua musica orribile. Ma questa è un’altra storia. Quello che qui voglio dire, invece, è che non riesco a credere all’ottusità dei miei concittadini. A Napoli abbiamo gli stessi problemi da almeno vent’anni, sempre irrisolti, e nonostante ciò la gente a ogni tornata elettorale crede alle cazzate dei candidati di turno. Che fanno a gara a chi la spara più grossa, tanto…

Ora è successo che ieri Luigi De Magistris, aspirante sindaco di Napoli di Idv, Fds e lista civica, e non solo, è stato ospite del l programma di Radio2 «Un Giorno da Pecora». E ha detto delle cose che se uno ci riflette un attimo, con un minimo di intelligenza, si rende conto subito che sono delle balle colossali.

1. «Non è una promessa ma un impegno la prima delibera che farei sarebbe per fare la raccolta differenziata, porta a porta, su tutto il territorio cittadino, per raggiungere il 70% dei rifiuti entro sei mesi. Ed invece di fare discariche e inceneritori – ha aggiunto – metterei in funzione gli impianti di compostaggio. Per farlo ci vogliono sei mesi. Invece di realizzare l’inceneritore a Ponticelli – ha proseguito – come vogliono Pdl e Pd, bisogna realizzare l’impianto di compostaggio, che costa anche meno».

Ora, riflettiamo. Secondo voi Rosetta proprio non la voleva la differenziata? E’ così stupida? Vero che ha governato male, ma se ci voleva così poco, perché non s’è applicata un attimo? E nessuno ha saputo farlo?

Il prossimo sindaco troverà le casse di Palazzo San Giacomo vuote, vuotissime. Un po’ perché negli anni s’è speso e sprecato come si può fare solo con i soldi degli altri, un po’ perché ci sono stati tagli pesanti dei trasferimenti statali. E la differenziata, cari miei, costa, e anche un bel po’. Con quali soldi il baldo DeMa pensa di farcela? E poi, lo sa lui che l’urbanistica partenopea rende difficilissimo il porta a porta? Che nei vicarielli la differenziata non si come farla? Lo sa quant’è grande Napoli e quanto bisogna lavorare sui suoi indisciplinati cittadini che dopo 20 di emergenza rifiuti buttano ancora i sacchetti dalla finestra? Chiudete gli occhi e pensateci. Può DeMa mantenere la sua promessa? Ps. Il bando per il Termovalorizzatore è pronto, decretato da una legge dello Stato. E’ una cosa che si farà, anche se alla sinistra non piace.

2. «Nel mio programma c’è proprio la possibilità di ridare il mare ai napoletani, sia agli abitanti del centro che di Bagnoli, ad esempio». Se lei fosse Sindaco, quanto tempo ci vorrebbe per rendere balneabile il mare di Napoli? «Io credo due o tre anni».

Ora, pensate un attimo a questa cosa. In centro non bisogna aspettare due tre anni: il mare è per lo più già balneabile, almeno tecnicamente. Io non mi butterei mai alla Rotonda Diaz, ma lì si può. E si può lungo tutta Posillipo. Soffermiamoci un attimo su Bagnoli. Voi avete idea cosa c’è lì? La colmata vi dice niente? Le scorie dell’ex Italsider? L’amianto? Lo sapete che non ci sono i soldi per rimuovere la colmata? Lo sapete che non ci sono soldi per nulla, e che ogni volta che si prova a chiedere qualcosa vien risposto “lì avete sprecato milioni di euro”?”. Tra due tre anni vi buttereste lì nell’assoluta certezza che non v’è più nulla di quella schifezza nociva che ha avvelenato Bagnoli per decenni? Io no. Poi ormai per principio non credo più a nulla su Bagnoli. E’ una promessa elettorale troppo comoda, non devi manco andartela a cercare: è lì, da decenni, che ti promettono la riqualificazione, che ti parlano del Paradiso, ti illudono che lo vedrai.  E poi esce quell’amianto maledetto che è dappertutto e ti toglie tutto, l’acqua, la sabbia, il riscatto. E tu rimani, campagna elettorale dopo campagna elettorale, a cercare di immaginare Napoli com’era quando sotto Nisida si andava in villeggiatura.

A.

Alemanno lancia Taglialatela a sindaco e io ho la mia agendina della Camera

La notizia del giorno è che io ho avuto la mia prima agendina della Camera. E poco importa se qualcuno poi mi ha preso in giro! Però non è per questo che stamattina sono uscita troppo presto rispetto al solito anche perché non sapevo che me l’avrebbero regalata.

L’incontro di questa mattina si annunciava pesante già dal titolo “Piano per il Sud… velocemente” e sono venuti Alemanno, Caldoro, Taglialatela.

Alemanno è venuto a Napoli per fare pressing, per dire che per lui Taglialatela è il candidato ideale per fare il sindaco. E se all’inizio si è mantenuto cauto, poi, quando è stato il suo turno di parlare l’ha detto chiaro e tondo: “Sì, va candidato”. La decisione spetta ovviamente al Pdl locale e in corsa al momento c’è anche Fulvio Martusciello, uomo di Cosentino. L’auspicio è che il candidato non sia calato dall’alto, ma intanto lui, Alemanno, spera che in primavera ci sara’ a Palazzo San Giacomo il “giusto interlocutore” per creare un asse di sviluppo Roma-Napoli. E poi i rifiuti che non possono mai mancare. Ora, però, mentre la Iervolino quando parla di Alemanno dice “il mio amico Gianni” prima di sottolineare poi che le percentuali della differenziata tra le due città non sono poi così diverse, lui ha precisato: “Non l’ho mai incontrata” e poi ha spiegato che loro, a Roma, non faranno la nostra fine dove “un mix di inefficienza e utopismo” ha portato a chiudere la discarica di Pianura, senza alternative.Prima di chiudere Malagrotta, la loro megadiscarica, ne troveranno una valida. Ecco cos’è l’amicizia!

Intanto domani ci sono le primarie del centrosinistra i candidati non sono più i Fab Five perché Sorbillo, il pizzaiolo, si è ritirato e ha annunciato che appoggerà Ranieri. E così ora sono i Fab Four che si contendono il titolo di candidato sindaco di Napoli. Ma per conoscere bene come stanno le cose, serve la socia, perché lei È le primarie del centrosinistra! E comunque su questo fatto anche Caldoro l’orbo (aveva una benda sull’occhio per una congiuntivite) ha detto la sua. Prima ha fatto gli auguri a tutti poi ha sottolineato che si augura che “l’evento”, e cioé le primarie, si svolgano “senza colpi bassi né sgomitate”.

Il pezzo suo ‘forte’, però, è stata la sanità. La domanda del collega del Mattino (e non del Corriere del Mezzogiorno, sia chiaro, perché dopo, in redazione è arrivata una strana telefonata. Ci segnalavano, dal Cormez, che il pezzo mio sulle Asl scaturiva da una domanda di un certo altro collega sul commissario della Asl Napoli 1 Achille Coppola, ma non è così) partiva dalle valutazioni dei commissari. Caldoro ha detto che la Napoli 1 è un “cancro” e poi giù a spiegare perché e a dire che non c’è stata valutazione negativa dei commissari, che ora saranno rafforzate le misure di monitoraggio e controllo. Io ci ho messo un sacco di tempo a scriverlo quel pezzo. Ma, tutto sommato, non credo sia andata male.

Ho finito alle 19 di scrivere, stanca e affamata perché non avevo nemmeno mangiato a pranzo, presa tra comunali, sanità campana e piano per il Sud. Porto a casa un buon risultato, ma i margini per migliorare ci sono sempre e di oggi conservo anche la faccina.

L.

 

La “signora” Carfagna, il Governo, Palazzo San Giacomo e le vaiasse

Solo cinque minuti prima di andare a vedere la partita.

Il caso Carfagna è esploso e sinceramente qui ci stupiamo che succeda solo ora. Uscirà davvero dal Pdl, abbandonando Governo e Parlamento? Lei se la prende, e non certo da ieri, con la situazione del partito campano. Con il governo dei Cosentino e Cesaro che qui hanno uno strapotere, nonostante qualche problemino con la giustizia. Ce l’ha con Cirielli col quale non va d’accordo da secoli. Basterebbe la promessa di un cambiamento a farla rimanere al suo posto? Il rinnovo dei vertici locali del partito è stato rimandato a dopo la crisi. Ma sinceramente dubito che Nicola Cosentino, soprattutto in caso di ritorno alle urne, venga esautorato. I suoi voti sono preziosi. E allora finirà che ad andarsene sarà la “signora Carfagna”, come la chiama ora il premier, con l’appellativo che riserva alle sue donne (lo disse anche dell’ex moglie, la signora Veronica), lo abbandonano, gli voltano le spalle, lo mettono in difficoltà.

C’è chi giura che, sebbene lo neghi, passerà con Fli, casa dell’amico Italo Bocchino. Con cui l’altro giorno alla Camera l’ha fotografata la “vaiassa” * Mussolini, facendo esplodere il caso Carfagna.

La vedremo sindaco di Napoli?

È presto per dirlo. Mara candidata del terzo polo? Potrebbe essere. Anche se fino a pochi giorni fa si autoproclamava “soldato di partito”.

Questo il pezzo che ho scritto lunedì per il mio giornale.

Prove di candidatura per Mara Carfagna. Il ministro delle Pari Opportunità prova a smentire la corsa a sindaco di Napoli, ma poi ricorda “sono un soldato del partito”. Ieri ha fatto un lungo giro in città: prima all’Ordine dei commercialisti, poi la visita alla chiesa di San Domenico Maggiore e alla Cappella San Severo, poi l’incontro con il mondo dell’associazionismo civico radunato all’hotel Mediterraneo dal coordinatore cittadino Pdl Maurizio Iapicca. Con loro tira il freno e poi molla. Ognuno si alza e le chiede di scendere in campo per la città. «Chiariamo, sono tutte manifestazioni d’affetto spontanee», è costretto a dire Iapicca un paio di volte, «ovviamente io per primo sarei molto contento». Ma almeno per ora non c’è nessuna ufficializzazione. «La candidatura non dipende da me, ma dal presidente Berlusconi, e dal partito. Io ho già detto di essere un soldato del partito e l’ho dimostrato, quando il premier mi ha chiesto di candidarmi alle scorse regionali ho accettato per il bene del partito». Lo spettro di Futuro e Libertà, si materializza più volte, le chiedono di combattere per non lasciare spazio ai finiani che qui in Campania sono più forti che altrove. I militanti del Pdl implorano di evitare l’emorragia di volti e di voti verso Fli. E chiedono di non lasciare ai futuristi “la questione morale”, vogliono chiarimenti “definitivi” sulla dirigenza, “serve qualità”, dicono senza mezzi termini. Lei non interviene direttamente, ma sottolinea che la sua disponibilità è condizionata «dagli assetti attuali del partito, che non mi stimolando a intraprendere una strada sicuramente entusiasmante anche se faticosa, ma che richiederebbe invece un partito compatto e coeso». Non ci sta la Carfagna a finire immischiata nelle beghe locali, ma tutto sommato tra poco qualcosa potrebbe cambiare, con il rinnovo degli organi dirigenti, e allora chissà. Anche perché «sono d’accordo con voi, serve un candidato che sia radicato sul territorio, disponibile, che sappia evitare il distacco tra chi amministra e la gente». E sembra il suo ritratto, visto che cinque minuti prima ripeteva che la sua presenza a Napoli sarà costante, che intende fare, come promesso alle regionali, da anello di congiunzione tra la città e le istituzioni “nazionali e locali, sono qui per raccogliere le istanze dei cittadini per portarle ai tavoli dove si discute”. Per vincere a Napoli serve un candidato degno così come dev’esserlo la squadra che lo aiuterà, serve un programma di poche idee ma concrete e immediatamente realizzabili. «Io ho dimostrato che il coraggio non mi manca per battermi per idee, valori e ideali in cui credo, e lo farò, forte del sostegno di persone che la pensano come me». Applaudono gli astanti: tra gli altri ci sono Ninni De Santis di Napoli Liberal, Sergio Fedele di Napolipuntoacapo, Nino De Nicola delle Botteghe dei Mille, il comitato civico di Posillipo, e poi ci sono il presidente della I municipalità Fabio Chiosi con il suo vice Maurizio Tesorone, i consiglieri comunali Raffaele Ambrosino e Ciro Signoriello. Felice Cincinnato elenca gli errori su Pompei. In molti le chiedono di essere coinvolti dagli enti locali, le associazioni si sono impegnate per le campagne elettorali di Provincia e Regione e poi non hanno mai visto convocati i tavoli di confronto promessi. «Parlerò con Cesaro, e mi interesserò della questione – promette la Carfagna – a Caldoro va dato tempo, ma vi assicuro che tenterò la moral suasion».

*vaiassa: abitante dei bassi, ovvero abitazioni fronte strada presenti nei quartieri più popolari di Napoli. Con il termine si indica una donna del popolo, poco educata, pressoché analfabeta, senza grazia nei modi. Così il quasi ex ministro in un’intervista esclusiva al Mattino ha chiamato la Mussolini, che il termine lo conosce bene perché napoletana Doc. La figlia del Duce ha chiesto a Fini, in qualità di presidente della Camera, di difenderla dagli attacchi della salernitana.

A.