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Coppa America: Nel mare di Napoli arrivano le World series

<<NAPOLI, 14 SET – Obiettivo centrato: Napoli si aggiudica due tappe delle World Series della Coppa America. L’ufficialità è arrivata solo nel pomeriggio da parte della Acea, la società americana che gestisce l’evento, dopo un incontro, a Plymouth, dove si stanno disputando alcune regate, con i vertici di Regione Campania, Comune e Provincia di Napoli, Unione industriali e Bagnolifutura.
Il contratto preliminare è stato sottoscritto a Plymouth e i dettagli dell’accordo, così come le date dei due eventi dell’Ac World Series, saranno comunicati durante una conferenza stampa in programma a Napoli il prossimo 29 settembre.
Già da ieri, però, era nell’aria che la firma del contratto con gli americani si stesse avvicinando. Il sindaco Luigi de Magistris, insieme con il suo vice Tommaso Sodano, è volato in Inghilterra sul charter che ha portato lì il Napoli, impegnato stasera nella prima di Champions League contro il Manchester City. Più o meno nello stesso momento, su un altro aereo, è arrivato in Inghilterra Stefano Caldoro, governatore della Campania, insieme con il presidente dell’Unione industriali, Paolo Graziano, che dall’inizio ha condotto le trattative. Tutti lì, i vertici istituzionali: Regione, Comune e Provincia di Napoli (per la quale c’era il vicepresidente Gennaro Ferrara) così come Graziano e il presidente di Bagnolifutura, Riccardo Marone. E oggi la sigla dell’accordo, ufficializzata dallo stesso Richard Worth, presidente di Acea, il quale ha annunciato che ‘l’America’s Cup world series fara’ tappa a Napoli’.
Solo qualche giorno fa, l’opportunità per Napoli sembrava sfumata, quando, agli inizi di settembre, l’Acea aveva comunicato che ad aggiudicarsi due tappe, per le quali era in corsa anche il capoluogo campano, era stata Venezia, il cui sindaco Orsoni, in piena estate, si era recato a Cascais, in Portogallo, per siglare l’accordo con gli americani.
‘Un grande successo per Napoli e la Campania. Un ottimo lavoro da parte di tutti che premierà, in termini di benefici, la città e l’intera Regione – ha commentato Caldoro – Il miglior campo di gara per uno straordinario evento sportivo’.
Per de Magistris, aver raggiunto l’accordo è ‘rispondere a polemiche strumentali con i fatti’. In molti, come lo stesso sindaco aveva più volte ribadito, erano scettici sulla reale possibilità che l’evento si disputasse a Napoli. Non ultime le polemiche sollevate ieri dalla notizia che l’ex pm si era recato in Inghilterra per assistere alla partita. ‘A tutti coloro che hanno tentato di ostacolare il cammino dell’Amministrazione – ha affermato – rispondiamo con fatti che dimostrano la concretezza del suo operato’. Un’occasione, quella delle regate a Bagnoli, che mette d’accordo Caldoro e de Magistris: benefici e opportunità di sviluppo per la città e per l’intero territorio regionale.
Marone, dal canto suo, ha sottolineato che si tratta ‘di una grande opportunità per Napoli, e in particolare per Bagnoli, non solo perché consente di rilanciare l’immagine della città nel mondo ma anche perché, così come previsto dal protocollo d’intesa, sara’ la Bagnolifutura a curare la progettazione e la realizzazione di tutti gli interventi necessari allo svolgimento dell’evento’. Cosa che, dal suo punto di vista, imprimerà una accelerazione alle opere per lo sviluppo dell’area di Bagnoli, ‘grazie anche allo sblocco dei finanziamenti da parte della Regione Campania’.
Ogni tappa dell’Ac World Series si compone di una serie di eventi comprendenti regate di flotta, duelli di match race e prove di velocità che vedono impegnati nove AC45 identici.
Questi eventi rappresentano l’unica opportunita’ di vedere impegnati sullo stesso campo di regata tutti i protagonisti della prossima America’s Cup.>>

L.

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Napoli pulita in 4 o 5 giorni? Macché, ci sono i sabotatori

I 4 o 5 giorni per pulire “tutta” Napoli stanno per scadere. Ma per le strade la monnezza si accumula anziché diminuire. Il punto resta lo stesso: dove la mettiamo? La situazione, stavolta, è precipitata perché ci sono delle sentenze di due  Tar diversi e una blocca i trasferimenti dei rifiuti fuori regione. Il Governo non approva il decreto sblocca-flussi e così, senza discariche, con gli stir pieni e un solo termovalorizzatore per tutta la Campania, Napoli che è la città più debole, torna a soffocare.

Sabato, con un ritardo di oltre 6 mesi dal decreto del Governo del 4 gennaio scorso, Cesaro ha individuato i “siti di stoccaggio temporaneo”. Posti, cioè, dove la monnezza può stare fino a 30 giorni. Dieci minuti dopo la gente di Caivano e Acerra stavano già protestando. Perché – è il ragionamento – dovremmo prenderci la monnezza di Napoli? Non che quei territori siano autosufficienti, ma, dal loro punto di vista, già pagano tra termovalorizzatore (che sta ad Acerra), stir (che sta a Caivano) ed ecoballe (che stanno sempre a Caivano).

La provincializzazione non può essere uno scudo. In questo caso no perché è la provincia di Napoli che deve accogliere i rifiuti di Napoli. Il problema è che Terzigno – con tutti i Comuni della zona rossa – è un precedente. Loro si sono battuti per ottenere la cancellazione di cava Sari e la certezza che cava Vitiello fosse destinata a loro soltanto. Si sono scontrati con la polizia, il Governo, hanno fatto a braccio di ferro e alla fine ci sono riusciti. Ora perché mai altri paesi dovrebbero accettare supinamente senza protestare?

Cesaro ha fatto finalmente il suo e oggi ha detto: “E’ difficile prendersi le responsabilità quando la situazione è così importante e delicata”. Ma cosa credeva che fare il presidente di Provincia fosse una passeggiata sul corso?

De Magistris (che ha annullato tutti gli impegni che lo avrebbero allonatato da Napoli  e quindi il viaggio a Bruxelles con Caldoro) è davanti alla prima promessa che non riuscirà a mantenere. Lui ha detto, lo scorso venerdì, che Napoli sarebbe stata pulita entro domani o al massimo mercoledì. Ora si rende conto che non è così. E il suo vice, Sodano, il signor No degli anni scorsi, ha messo le mani avanti dicendo che c’è qualche malintenzionato che cerca di ostacolare il piano.

Loro litigano, dicono che vogliono sganciarsi da un meccanismo che non funziona e sfuggire alla logica della guerra tra territori. Si accorgono che governare non è semplice come credevano. Intanto Napoli è sporca e puzza di monnezza.

L.

Perché i modi di dire dicono la verità ma a volte la verità li supera

A volte capita che uno esce dalla porta e rientra dalla finestra.

Altre volte rientra direttamente dal portone, e pure col tappeto rosso steso a terra.

Prendi la giunta De Magistris: altro che nuovo che avanza, per lo più è il vecchio che ritorna, però siccome è un vecchio un po’ più remoto rispetto al solito, nessuno se ne ricorda.

Riccardo Realfonzo Robin Hood per esempio è stato assessore al Bilancio della Iervolino post global service, per capirci è stato quello che ha tenuto i conti tra Enrico Cardillo e Michele Saggese. Lui dice che si è autoproclamato Robin Hood perché eroicamente se ne andò, dopo aver tentato di mettere a posto i conti del Comune, accusando di clientele e imbrogli vari nella gestione delle partecipate, con una simpatica lettera al Corriere del Mezzogiorno che fece prendere un buco a tutti noi e fece pure incazzare Rosetta che aveva saputo delle dimissioni dopo De Marco.

Le cose non andarono proprio come dice lui.

1. il soprannome di Robin Hood glielo diede un consigliere comunale, Ciro Signoriello, del quale è rimasto storico un intervento che iniziava con “assessore Robin Hood (perché poi Realf teneva pure un completo verde quel giorno), assessore Robin Hood, lei ride, ma qui non c’è proprio niente da ridere”. Allora giustamente mammà quando Realf si dimise disse “voleva fare Robin Hood”, lui replicò “e lei è lo sceriffo di Nottingham”, e lei gelida “almeno non mi ha dato della lady Cocca”. Fine della storia. Ah, litigò con Santangelo perché voleva mettere Lucarelli (altro neoassessore) nel cda dell’Arin.

2. Tommaso Sodano. Fa il vicesindaco e si becca la delega ai rifiuti. E’ stato assessore alla Provincia con Lamberti (che era stato assessore con Bassolino), poi è diventato senatore, con una lunga serie di battaglie per l’ambiente. Se non sbaglio era candidato alle ultime regionali ed è andato malissimo, mi ricordo che l’ho intervistato ed era depresso che non se l’era filato nessuno.

3. Sergio D’Angelo. Mò, lui è il presidente di Gesco, cooperativa sociale che è il maggior creditore del Comune. S’è dimesso. Ma non notate un lieve conflitto di interessi?

4. Bernardo Tuccillo. Ex sindaco di Melito, pure lui è stato poi assessore provinciale di Rifondazione al Lavoro negli anni del bassolinismo.

5. Anna Donati. E’ stata un cavallo di punta dell’ex assessore regionale ai Trasporti Ennio Cascetta, che la volle con Bassolino alla guida dell’Acam.

6. Luigi De Falco. E’ stato nell’ente parco Vesuvio, ha lavorato spesso con le amministrazioni locali e ha collaborato con Vezio De Lucia alla stesura del Prg.

7.Antonella Di Nocera. Da anni alla guida dell’Arci, ha lavorato col Napoli Film Festival ecc.

8. Giuseppe Narducci. Ha chiesto l’aspettativa dalla magistratura, e fa l’assessore nonostante il parere contrario dell’Anm. E’ il pm dei processi calciopoli e Cosentino, tra l’altro. Praticamente passa da un palazzo all’altro. E forse sono un po’ troppo vicini.

 

A.