Archivi tag: taverna del re

L’emergenza è finita

NAPOLI ANCORA SOMMERSA DAI SACCHETTI.

Duemilatrecento sono le tonnellate di rifiuti presenti nelle strade di Napoli. Questo il dato fornito oggi dall’assessore comunale all’Igiene urbana Giacomelli, a margine delle celebrazioni per i defunti. Secondo quanto riferito dall’assessore, stamattina i camion stanno sversando a Chiaiano, così come a Taverna del Re dove «al momento – ha detto l’assessore – non ci sono incidenti». Secondo i dati forniti stanno scaricando circa 20 mezzi. «Continuando così – ha detto Giacomelli – sono fiducioso che nella giornata di oggi riusciremo a sversare la nostra capacità massima che si aggira fra le 1600 e 1650 tonnellate al giorno». Per quanto riguarda la giornata di ieri, Giacomelli ha riferito che hanno scaricato circa 80 mezzi a Chiaiano, mentre nel pomeriggio a Taverna del Re le operazioni sono state interrotte a causa delle manifestazioni.

BERTOLASO: BISOGNAVA APRIRE LA SECONDA DISCARICA A TERZIGNO.

«Non penso di essere Superman, mi è stato chiesto di intervenire e l’ho fatto anche in questa occasione e sono soddisfatto per l’accordo raggiunto su Cava Sari». A parlare è il sottosegretario e capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, in un’intervista al Mattino nella quale descrive il suo intervento in Campania, dove è stato inviato su mandato del Consiglio dei ministri per arginare l’emergenza rifiuti. Sulla decisione relativa alla discarica che doveva essere costituita a Cava Vitiello, Bertolaso precisa di aver proposto solo di sospendere l’apertura, proposta rifiutata dai sindaci perchè ritenuta insufficiente; poi, Cava Vitiello è stata «cancellata dal primo ministro con una legge», afferma. A quel punto, il sottosegretario ha aggiunto la soppressione di Valle della Masseria e il suo compito è terminato. Bertolaso sostiene di avere lasciato alla fine del 2009 una regione autosufficiente con altri due termovalorizzatori da realizzare, per i quali, ad ottobre non era stata ancora indetta una gara d’appalto, mentre «se fosse stato fatto quello che era previsto, probabilmente – dice – non sarebbe mai stato necessario individuare altri siti». Per Bertolaso, «se si riapre Cava Sari per i 18 comuni del vesuviano e Chiaiano resta a disposizione degli altri, per ora abbiamo risolto». Il capo della Protezione civile, infine, afferma che gli amministratori locali dovrebbero essere più severi sulla differenziata, accelerare sui termovalorizzatori e organizzare una cabina di regia che lavori 24 ore su 24. Sull’intera questione, Bertolaso ammette di avere qualche responsabilità: «A fine dicembre i tempi non erano maturi per andare via, ma lo prevedeva la legge. Gli amministratori locali però erano impreparati».

BERLUSCONI: I PROBLEMI LEGATI AI RIFIUTI SONO STATI CREATI DALLA GIUNTA DI SINISTRA DELLA IERVOLINO

«Il governo ha risolto la situazione, non si può attribuirgli colpe che non ha» e che invece ha «la giunta di sinistra guidata dal sindaco Rosa Russo Iervolino». È quanto sostiene il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che, inaugurando il Salone del ciclo e motociclo di Milano, è tornato sulla vicenda dei rifiuti partenopei. Dopo una lunga digressione sul trattamento necessario prima del conferimento in discarica dei rifiuti, Berlusconi ha spiegato che quel trattamento «per evitare che le discariche emanino puzza, lo doveva fare l’azienda di smaltimento di Napoli guidata dalla giunta di sinistra del sindaco Rosa Russo Iervolino» che invece «non ha fatto il lavoro di pulizia della spazzatura e lo ha immesso direttamente tutto in una cava». Riferendosi al caso di Terzigno «che abbiamo risolto», Berlusconi ha spiegato che «la cava diventerà un grande parco, come la montagnetta di Milano, quando sarà riempita, e il governo ha risolto la situazione, quindi non si può attribuirgli colpe che non ha». «Questo governo – ha concluso – è concreto, pragmatico e capace e interviene in tutte le situazioni nazionali e internazionali».

IERVOLINO: IL GOVERNO NON CI HA MAI CONVOCATO

«Non ci hanno mai chiamato al tavolo tecnico». Queste le parole del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, in relazione alla nuova convocazione del tavolo tecnico sui rifiuti, convocato per oggi alla Prefettura di Napoli, cui parteciperà il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. Il sindaco, a margine delle celebrazioni per la giornata dei defunti, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha affermato «di non partecipare al tavolo cui partecipa il presidente della Provincia, perchè il Comune non è mai stato convocato». «Non ce l’ho con la Provincia – ha concluso Iervolino – ma il Governo non ha mai convocato il Comune di Napoli». «Forse occorrerebbe un pò più di prudenza prima di dichiarare giorni fissi per la fine dell’emergenza». Così il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino si è espressa oggi a margine delle celebrazioni, nel cimitero di Poggioreale, della giornata dei defunti. Parole che rappresentano una risposta al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che nella sua ultima visita a Napoli, la scorsa settimana, aveva affermato che Napoli sarebbe stata pulita entro tre giorni. «Io – ha aggiunto Iervolino – non partecipo al gioco del ping pong di chi butta la palla addosso agli altri». «L’Asia – ha proseguito il sindaco – sta facendo l’impossibile e per questo va detto grazie ai lavoratori che hanno anche pagato con la vita di uno di loro». Ma il problema principale, come riferito dalla Iervolino, è rappresentato dalla difficoltà che i camion incontrano per sversare i rifiuti. «Se tutti si ribellano – ha detto il primo cittadino di Napoli – e non si individua un posto in cui scaricare i rifiuti, l’emergenza non finirà ed anzi si aggraverà».

ASIA: RACCOLTA RECORD OGGI A NAPOLI.

Raccolta record di rifiuti oggi a Napoli, ben 1630 tonnellate. Lo annuncia l’assessore comunale all’Ambiente del comune partenopeo Paolo Giacomelli. «La raccolta e il conferimento record della giornata di oggi – dice all’ANSA – dimostrano le capacità e la buona organizzazione dell’Asia. Voglio in particolar modo ringraziare i dirigenti e i dipendenti tutti della società per l’impegno e l’abnegazione dimostrata nel lavoro quotidiano. Il risultato di oggi è la dimostrazione che, se ci è data la possibilità di conferire, siamo in grado di restituire in pochi giorni una condizione di decoro alla città». I rifiuti raccolti oggi sono stati conferiti nella discarica di Chiaiano, nell’ area di trasferenza di Giugliano e nello Stir di Tufino.

GIUGLIANO, SCONTRI E FIACCOLE.

Un’ora di scontri: si allarga il fronte della protesta contro la decisione di riaprire il sito di stoccaggio di Taverna del Re, alla periferia di Giugliano. Ora in campo non ci sono più quelle poche decine di persone disposte a prendere le botte pur di bloccare gli auto compattatori diretti al sito di stoccaggio ma gli studenti, la chiesa, la società civile. Lo testimonia il lungo corteo che si è snodato lungo le strade di Giugliano, ancora invase dai sacchetti di spazzatura, al termine dell’ennesima giornata di scontri avvenuti dinanzi all’ingresso del sito di stoccaggio. Centinaia e centinaia di persone che scese in strada hanno urlato la loro rabbia contro l’ordinanza del presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, che ha riaperto i cancelli della «cittadella della munnezza» – dove già vi sono sei milioni di ecoballe – per accogliere altre 10mila tonnellate di rifiuti, provenienti per la maggior parte della città di Napoli. I manifestanti hanno ricordato che tutta la zona attendeva le bonifiche e non altri rifiuti, che voleva chiudere con il passato fatto anche di speculazioni da parte delle ecomafie, che in quest’angolo della Campania ha sversato di tutto. C’è la preoccupazione per l’inquinamento delle falde acquifere e le indagini tecniche disposte dalla magistratura hanno accertato che bisogna fare presto nel percorrere la strada del risanamento ambientale. Nel perimetro di qualche decina di chilometri vi sono ben sette discariche sature, un impianto di tritovagliatura, nonchè il sito di Taverna del Re grande 4,5 chilometri e mezzo quadrati. Una superficie pari a centinaia di campi di calcio che conta sei milioni di tonnellate di spazzatura, accatastate in piramidi che testimoniano anni e anni di emergenza, dalla quale dopo avere speso un fiume di denaro non si è mai usciti. Alcuni manifestanti, attraverso un pool di legali, hanno inoltrato una diffida al sindaco di Giugliano affinchè provveda ad emettere un’ordinanza che cancelli quella del presidente della Provincia di Napoli. E poi hanno presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Napoli. Oggi a Taverna del Re sono giunti tecnici dell’Arpac che hanno effettuato un primo sopralluogo. A quanto si apprende non sono emerse irregolarità nella gestione dell’attività di stoccaggio della spazzatura ‘tal qualè, che dovrebbe essere rimosso entro trenta giorni per finire o in discarica o al termovalorizzatore di Acerra. Oggi i cancelli di Taverna del Re sono stati varcati da una quarantina di automezzi. Solo una decina del Comune di Giugliano, tutti gli altri dal Comune di Napoli. Ma per i mezzi non è stato facile marciare ance se protetti dalla scorta di polizia e carabinieri. Poche decine di manifestanti hanno tentato di tutto per bloccarli con le sole armi della rabbia e dell’amarezza per un accordo non rispettato. E così c’è stato un vero e proprio corpo a corpo con le forze dell’ordine, giunte in assetto antisommossa e in gran numero. Qualche ora di riposo. E domani, promettono i manifestanti, si riprende la vigilanza.

BERTOLASO IN PREFETTURA: LA CRISI SI POTEVA EVITARE.

«Amarezza? Certo che ce n’è, perchè quei rifiuti che sono ancora qui nelle strade della città potevano essere tranquillamente rimossi. Abbiamo dato tutte le possibilità per farlo, e indicato tutte le soluzioni per evitare di arrivare a questo punto». Così Guido Bertolaso ha risposto ad un giornalista che gli ha chiesto se lasci con amarezza il suo incarico a Napoli, dove in serata sta presiedendo l’ultima riunione di coordinamento con i 18 sindaci dell’area vesuviana. Il capo della Protezione civile, ha smentito, invece, atteggiamenti polemici. «Le polemiche mi pare che ci stanno con il lavoro che faccio. Anzi in nove anni di questo lavoro tutto sommato poteva andare molto peggio», ha aggiunto. Bertolaso ha già reso noto che chiuderà oggi la nuova missione cominciata a Napoli il 22 ottobre con la nuova crisi nella raccolta dei rifiuti. «Certo che abbiamo pensato alla possibilità di commissariare l’Asia, ma purtroppo si tratta di una partecipata del Comune di Napoli, che rientra totalmente nelle competenze del Comune». Così Guido Bertolaso ha risposto alla domanda di un giornalista sull’opportunità di commissariare l’Asia, Azienda di igiene ambientale del Comune di Napoli, che cura la raccolta dei rifiuti. «Purtroppo da questo punto di vista non possiamo fare nulla – ha detto il capo della Protezione civile – bisogna convivere con l’Asia, rispettare i suoi dipendenti che fanno un lavoro difficilissimo. Ma quando parlo di un problema che c’è nel manico, cioè nell’organizzazione, è evidente che intendo dire che anche in questo caso qualcosa si poteva sistemare e risolvere». Il compito della gestione dei rifiuti deve passare agli enti locali perchè «il compito della Protezione civile è esaurito». Lo ha detto Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, al suo arrivo in prefettura a Napoli accompagnato dal presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, da quello della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, dai sindaci del Vesuviano e dai vertici delle forze dell’ordine. «Sono venuto qui per affiancare gli enti locali e cercare di trovare una soluzione per la vicenda di Cava Vitiello – ha affermato – mi pare che la soluzione sia stata trovata, il mio compito per quello che riguarda Terzigno mi pare concluso». «Per il resto non siamo in emergenza, dal primo gennaio scorso la responsabilità è passata agli enti locali – ha aggiunto – qualsiasi richiesta, aiuto o supporto cercheremo di darlo nei limiti delle nostre possibilità e del nostro tempo». Il sottosegretario ha poi precisato che la situazione di ordine pubblico «non è stata determinata dalla Protezione Civile». «La vicenda di Taverna del Re è una questione che non ci appartiene – ha sottolineato Bertolaso – è stata individuata come una delle possibili alternative temporanee per la pulizia di Napoli, personalmente non l’avrei fatta». Il capo della Protezione civile ha poi precisato che se ognuno «si assumesse le proprie responsabilità» in materia di rifiuti e «si impegnasse con lo stesso tempo e la stessa determinazione che mettiamo noi nel nostro lavoro, non saremmo neanche arrivati a questo punto». «È – ha concluso – una questione di manico, organizzazione, impegni» (l’ultimo lancio è della socia).

Fonte: Ansa.

That’s all folks.

A.

Annunci

L’immondizia di una giornata qualsiasi

Cinque minuti di calma in questa giornata, mentre aspetto la socia con cui andare alla seconda conferenza di oggi (la prima me la sono beccata mentre lei faceva la posta alla Prefettura, dove non succedeva un cazzo, ma forse pensavano che se ne fuggisse).

Per inciso, oggi ho cambiato dei pantaloni da Zara che la S mi va larga, preso un caffè con la socia, sentito una conferenza, dettato delle notizie, preso aperitivo con socia e un amico, raccolto notizie, mangiato, scritto due pezzi, raccolto altre notizie varie ed eventuali.

La brutta notizia è che l’emergenza rifiuti versione 2010 si sta complicando, almeno così mi sembra.

Hanno riaperto la discarica a Taverna del Re (tecnicamente è un sito di trasferenza) e subito è scoppiata la protesta per cui finora non è entrato manco un sacchetto. A Chiaiano hanno paura e hanno protestato fino a metà notte: pochi sacchetti. Gli stir vanno a rilento: pochi sacchetti. Terzigno è ancora chiusa: niente sacchetti.Mò, noi, sti cavolo di rifiuti, dove li dobbiamo mettere?

Il premier, in visita al termovalorizzatore di Acerra che funziona benissimo e anzi in Campania ce ne vogliono 4, dice che entro due.tre giorni Napoli sarà pulita. Spero che abbia ragione, ma le montagne di rifiuti dove le mettiamo, considerato anche che la legge in vigore (quella che sanciva la fine dell’emergenza, ma la nostra è talmente infinita che continua anche dopo essere finita) prevede la provincializzazione dei rifiuti. Ovvero: i sacchetti di Napoli si smaltiscono a Napoli, mica a Salerno. Manco se glielo chiedi per pietà, come Caldoro aveva fatto: le altre province subito erano pronte a protestare.

E noi, sinceramente, di proteste siamo già pieni.

Non ho molta voglia di entrare nel dettaglio dell’emergenza rifiuti, del perché e del come, che se iniziamo poi ci vuole un libro. Gli annunci ci piacciono e se ci levano dall’imbarazzo del vivere nell’immondizia noi siamo ben lieti. Ma il problema è strutturale e finché non risolviamo quello staremo sempre punto e a capo. Ecco, pensiamo un po’ a questo, che delle donne del premier alla fine ce ne frega di meno. O sarà fatto apposta?

A.