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La monnezza dove la metto?

La Prefettura, ormai, non ha più segreti: i corridoi, gli uffici, le scale e i due ascensori. A un certo punto, dopo l’ennesimo rinvio dell’approvazione del Piano sociale di zona in Consiglio comunale, è venuta pure la socia. Fino a quel momento, la compagnia non era stata proprio delle migliori, fatta eccezione per il collega dell’altra agenzia.

Oggi la Commissione parlamentare di inchiesta sulle ecomafie, e che si occupa pure di monnezza, ha tenuto delle audizioni. E io ho beccato all’uscita tutti gli ‘auditi’: sindaco, assessori, Cesaro, il procuratore. Poi è arrivata la socia, ha messo le mani nella borsa e ne ha tirato fuori un cioccolatino per me. Una pausa di dolcezza di cui avevo bisogno.

Pecorella, che è il presidente della Commissione, ha detto che Napoli e provincia rischiano il disastro ambientale da qui a 30 giorni. Roba da avere paura soprattutto se si pensa che, al momento, per le strade giacciono circa 10mila tonnellate e se non ci diamo una mossa tutti, hai voglia a dire che la discarica non la vuoi: ce l’avrai nelle piazze, nei vicoli, ovunque!

Intanto da domani, Napoli e provincia potranno sversare a Tufino. Giacomelli, l’assessore con delega alla monnezza del Comune ha fatto sapere di aver avuto l’ok dall’Ufficio flussi della Regione.  La monnezza deve essere messa da qualche parte: servono discariche nell’attesa che i termovalorizzatori siano pronti, è necessaria la differenziata perché così la quantità da mandare negli invasi si riduce.

La Iervolino era incazzata. Per le compensazioni che non arrivano, per la provincializzazione che ha definito “un’assurdità”. E ha ringraziato G.Romano, l’assessore della Regione che ha parlato delle compensazioni perché “se lo dico io è la solita Iervolino che va contro il Governo, se lo dice uno che non è di sinistra, dice una verità e va bene così”. Non ha risparmiato nessuno, nemmeno Caldoro che, dice lei: “I poteri per un’ordinanza ce li ha, anche se lui dice il contrario”.

E poi Cesaro. A domanda sulla storia dei rifiuti in Emilia Romagna ha risposto: “Ho fatto un errore a fare quell’annuncio, forse è stato per questo che è saltato l’accordo”. Lui l’ha detto, io l’ho registrato. L’ho scritto.

L.

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L’immondizia di una giornata qualsiasi

Cinque minuti di calma in questa giornata, mentre aspetto la socia con cui andare alla seconda conferenza di oggi (la prima me la sono beccata mentre lei faceva la posta alla Prefettura, dove non succedeva un cazzo, ma forse pensavano che se ne fuggisse).

Per inciso, oggi ho cambiato dei pantaloni da Zara che la S mi va larga, preso un caffè con la socia, sentito una conferenza, dettato delle notizie, preso aperitivo con socia e un amico, raccolto notizie, mangiato, scritto due pezzi, raccolto altre notizie varie ed eventuali.

La brutta notizia è che l’emergenza rifiuti versione 2010 si sta complicando, almeno così mi sembra.

Hanno riaperto la discarica a Taverna del Re (tecnicamente è un sito di trasferenza) e subito è scoppiata la protesta per cui finora non è entrato manco un sacchetto. A Chiaiano hanno paura e hanno protestato fino a metà notte: pochi sacchetti. Gli stir vanno a rilento: pochi sacchetti. Terzigno è ancora chiusa: niente sacchetti.Mò, noi, sti cavolo di rifiuti, dove li dobbiamo mettere?

Il premier, in visita al termovalorizzatore di Acerra che funziona benissimo e anzi in Campania ce ne vogliono 4, dice che entro due.tre giorni Napoli sarà pulita. Spero che abbia ragione, ma le montagne di rifiuti dove le mettiamo, considerato anche che la legge in vigore (quella che sanciva la fine dell’emergenza, ma la nostra è talmente infinita che continua anche dopo essere finita) prevede la provincializzazione dei rifiuti. Ovvero: i sacchetti di Napoli si smaltiscono a Napoli, mica a Salerno. Manco se glielo chiedi per pietà, come Caldoro aveva fatto: le altre province subito erano pronte a protestare.

E noi, sinceramente, di proteste siamo già pieni.

Non ho molta voglia di entrare nel dettaglio dell’emergenza rifiuti, del perché e del come, che se iniziamo poi ci vuole un libro. Gli annunci ci piacciono e se ci levano dall’imbarazzo del vivere nell’immondizia noi siamo ben lieti. Ma il problema è strutturale e finché non risolviamo quello staremo sempre punto e a capo. Ecco, pensiamo un po’ a questo, che delle donne del premier alla fine ce ne frega di meno. O sarà fatto apposta?

A.