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“Human rights are not negotiable”

For the first time, stasera (ma lì era pieno pomeriggio) Obama ha parlato della situazione in Libia, della rivolta, dei morti, about boodshed and suffering che sono outrageus and unacceptable.

Io curiosavo su Twitter – come ha spiegato la socia, ci sono arrivata fattivamente da poco, pure essendo iscritta da tempo, per seguire Sanremo e certe altre cose (…) – e a un certo punto un pigolio da Oltreoceano ha cinguettato che Obama sarebbe intervenuto sulla vicenda e volendo si poteva seguire in diretta.

Così l’ho aspettato e ascoltato. Lui è sempre il presidente degli Usa, mica ceppa di minchia. C’eravamo, nel mio immaginario, io e lui soltanto. Mi sono sicuramente persa qualche parola, ma i contenuti no, il viaggio della Clinton in Svizzera no, che i diritti umani non sono negoziabili  no (These are Human rights, they are not negotiable).

Alla fine di tre minuti o poco più, lui ha ringraziato e se n’è andato. Io un po’ allegra (senza esagerare, eh!) perché ho ascoltato senza filtri ciò che lui diceva.

L.

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Cinquettii musicali, ovvero “Il Sanremo di twitter”

Ci ho messo un po’ per scrivere questo post e non per qualche presunzione intellettuale ma solo perché non ho avuto tempo. In molti hanno riflettuto, e non sbagliano, che questo è stato “il Sanremo di twitter”. In generale è stato il Sanremo della rete, ma siccome il tam tam su internet non è una novità, e lo stesso facebook, pure protagonista, non è una scoperta recente, direi che possiamo considerare i cinguettii come elemento contraddistintivo di questa edizione del festival. In buona parte, credo, l’uccellino ha fatto anche da elemento propulsore, perché so per certo che molti hanno acceso la tv dopo aver seguito il dibattito sul semi-social network.

È stata, ad ogni modo, un’esperienza interessante che ha arricchito e cambiato la visione del programma più tradizionale della storia della televisione italiana di una visione collettiva e per molti dissacrante assolutamente nuova e che potrebbe aver contribuito al successo di questa edizione, per molti versi assolutamente non brillante (né per la musica né per la conduzione, tanto per fare due esempi). Quanto prima accadeva al bar o nei salotti delle case degli italiani, in definitiva, è avvenuto su twitter, dove centinaia di utenti si sono confrontati sulla qualità delle canzoni, sull’abilità della squadra, hanno riso dello stiamo uniti di Morandi e analizzato il discorso di Benigni, riso per l’inglese della Canalis che intervista un annoiato Bob De Niro e appreso direttamente da Max Pezzali della sua eliminazione insieme a Tricarico. Un mondo nuovo che la Rai dovrebbe tener d’occhio.

Per conto mio, mi sono divertita assai. C’era la socia che è sbarcata su twitter proprio in quei giorni e c’erano discussioni e battute da morir dal ridere e così  sono tornata a vedere il festival dopo anni di consapevole assenza.

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Giornalismi

The New York Times sul suo twitter:
“Has your NYC street been plowed? LEt us Know”. Ovvero: “la strada di New York in cui abiti è stata liberata dalla neve? Faccelo sapere”.
Con link alla pagina Have you been plowed? sul sito del Nyt. Ci sono due foto. Una di una strada da poco spazzata, quella dove abita il sindaco. Una di una strada qualsiasi di Brooklin, ancora ricoperta da diversi centimetri di neve.
Eccolo qui, il pezzo in due immagini che racconta della neve che ha paralizzato New York e del ritorno alla normalità. Con le solite disparità.
Poi l’appello:
“As of this morning, it’s been 24 hours since any appreciable snow has fallen. Has your New York City street been plowed yet? Let us know in the comment box below. And send us pix: cityroom@nytimes.com. Horror stories welcome. Please include borough and block in comment or photo info. New York City only, please. Thanks!”
(traduco: Stamattina sono già ventiquattr’ore che è caduta una considerevole quantità di neve. La tua strada è già stata spazzata? Facci sapere e mandaci foto, solo di New York, grazie!).
Vabè, io me ne vado.
A.

Suggerimenti di lettura in ordine sparso e casuale

Per Umberto Eco siamo tutti in un parcheggio.

Carrie and co. credono nell’esistenza di E.T.

Anche gli arabi pensano che Mariah Carey si vesta malissimo. E tentano di rimediare.

Se soffrite di insonnia, consolatevi con le occhiaie della desperate housewife.

Per la saga “Elvis è vivo”: greetings from Salvatore Giuliano.

Dalle quote latte al latte cinese.

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Lilli contro i maschietti. Se le mando un curriculum?

Eli prende spunto dalla Piedigrotta. No money, no party.

Aldo Grasso torna a cazziare la tv. Sono anni che nessuno lo ascolta, poraccio.

A.