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Cadere o non cadere, questo il problema

“Papà, se un albero cade nella foresta e non ci sono tv a riprenderlo e nessuno lo vede, l’albero sarà caduto lo stesso?”

La socia, su Fb, ha risposto: “Dipende dall’abilità dell’ufficio stampa dell’albero”. E diciamo allora che l’albero è caduto e non c’era nessuno a riprenderlo, a registrare il rumore che ha fatto, a chiedergli come si sentisse  e se avesse le ossa rotte a causa dell’impatto con il terreno, se qualcuno della sua famiglia fosse già arrivato, se i soccorsi siano stati tempestivi oppure no, se erano stati segnalati rischi per la staticità. Però il mondo sa lo stesso che l’albero è caduto. Sono bastate due telefonate, la prima che segnalava l’avvenuta caduta, l’altra che, purtroppo, la confermava

L.

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Sacchetti e buoi dei paesi tuoi

La socia ha già spiegato un po’ quello che è successo oggi, ma ora lo faccio pure io.

In consiglio comunale ci siamo stati pochi. Giusto il tempo di commemorare l’avvocato Giovanni Bisogni, poi un emendamento di Borriello sulle parrocchie*, poi il capogruppo Pdl che era la nonsochenumero seduta in seconda convocazione, che ci sono dei seri dubbi sulla legittimità, che domani si riunisce la conferenza dei capigruppo per decidere come usare questo strumento che abbiamo ripescato dagli anni ’70, e allora non era meglio sospendere? Detto, fatto.

Sono andata dal sindaco e non ce l’ho fatta a trattenermi.

“Sindaco, questa delibera è un po’ sfortunata….sembra na maledizione, è la settima volta che salta”

E lei “Non si può non tenere conto che di mezzo ci sono le elezioni, e allora di mezzo c’è un interesse della maggioranza attuale e di quella che aspira a essere la maggioranza futura”. Vabbè, inutile che lo spieghi. L’ha detto lei, eh.

Poi sono andata a discutere di un ufficio stampa che devo fare lunedì, e dopo a mangiare con dei colleghi. Pezzi da scrivere di corsa sulla mattinata (c’è anche la probabile nomina dell’ex difensore civico Pedersoli nel Cda della Elpis, la partecipata comunale che si occupa di affissioni e pubblicità), poi di corsa in Prefettura. Erano già tutti lì, ma a me avevano chiesto di seguire solo la conferenza.

In pratica a Natale saremo in pieno disastro ambientale. Sotto l’albero 60mila tonnellate di immondizia.

Come uscirne? Ci vorrebbe la bacchetta magica. Tutti i nostri esponenti degli enti locali sentiti hanno chiesto una deroga alla provincializzazione. Che è un concetto teoricamente valido ma praticamente fallimentare per cui ogni provincia si gestisce la munnezza sua. Solo che la Provincia di Napoli ha l’8% del territorio campano e il 53% della popolazione. Numeri alla mano, è facile capirne l’assurdità. La Iervolino dice che Caldoro dovrebbe fare un’ordinanza per obbligare gli altri a prendersi la nostra munnezza, visto che loro manco tanto cortesemente c’hanno detto che non la vogliono assolutamente. Ma noi a terra abbiamo distese di sacchetti e qualcosa dobbiamo pure fare. Caldoro dice che i poteri per farlo non ce li ha.

La legge è nazionale, spetterebbe dunque al governo intervenire. Ma quale governo? Con la crisi in atto la Campania non è più una priorità, c’è un nuovo decreto legge di cui si dovrebbe discutere ma non è sicuro che si farà né sappiamo cosa dica. La Iervolino ci ha spiegato che lo stesso Pecorella le ha dato poche speranze per un passo indietro sulla provincializzazione. Al momento la nostra immondizia non interessa molto a Roma. Fino, forse, alla prossima campagna elettorale. Io poi sono tornata a scrivere, ho cenato e ora sono qui che penso che dovrei studiare. Ma voglia zero.

*È successo che nel piano sociale di zona si sono dimenticati di considerare le parrocchie, un consigliere comunale Pdl, Ambrosino, l’ha notato e ha mandato la delibera al cardinale Sepe. La segreteria della Curia ha chiamato al segretario provinciale Pd Nicola Tremante (ex Dc) che preso dall’imbarazzo e anche perché poi non aveva capito come non scontentare la Chiesa, visto che non hanno fatto richieste specifiche, ha fatto preparare un emendamento al capogruppo Pd in consiglio.

A.

Se una mattina ti svegli e vieni a sapere che a Salerno il termovalorizzatore c’è

TU, sindacalista nazionale che dici, parlando a Napoli della monnezza: “In un posto qui vicino, non a Zurigo, ma a Salerno, il termovalorizzatore è stato realizzato con un quarto delle risorse rispetto a quello di Acerra”, poniti delle domande, leggi i giornali e soprattutto INFORMATI: a Salerno il termovalorizzatore non c’è.

E’ di ieri l’annuncio che entro 20 giorni, un mese al massimo, sarà pronto l’appalto per la realizzazione degli impianti di Napoli Est e Salerno. E oggi il sindaco di questa città, uno che la socia conosce per averci lavorato insieme nel corso della campagna elettorale per le regionali della scorsa primavera, ha pure detto che la costruzione del termovalorizzatore di Salerno deve essere di competenza piena del Comune, altrimenti l’amministrazione si opporrà alla sua realizzazione.

Sindacalista nazionale, non farmi telefonare da un ufficio stampa (che non è il tuo, perché il tuo è un po’ toccato) al quale ho detto che a Salerno il termovalorizzatore non c’è, per precisare che TU continui a essere convinto che invece questo stramaledetto impianto “esiste, ma non funziona”  e poi specifichi che in realtà sono stati spesi “un quarto dei fondi rispetto a quelli stanziati e non rispetto a quanto speso per  Acerra”.

E’ nei paragrafi precedenti, dedicati al sindacalista nazionale, il riassunto di una mattinata infernale. Non bastava l’ufficio stampa imbecille che non capisce e non sa nulla di monnezza a Napoli, emergenza rifiuti, cava Vitiello, termovalorizzatori e compattatori. Ci voleva anche il suo capo, il sindacalista nazionale appunto, che dal palco, in pubblico e in contemporanea con Bari, Palermo e Reggio Calabria, dicesse che a Salerno il termovalorizzatore c’è ed è costato di meno.

La domanda é: ma i giornali li avrà letti prima di parlare, visto che la questione è proprio fresca fresca, anzi calda calda di stampa?

Risposta: NO

Ah, dimenticavo. Al suddetto sindacalista, una tipa adatta più a fare la velina, ha chiesto: “”E’ di poche ore fa la notizia di una bomba carta fatta esplodere accanto alla tenda del sindaco di Boscoreale. Cosa bisogna fare?”. Intanto metterti al corrente che la notizia non è di poco fa perché la bomba carta è esplosa nella notte tra il 26 e il 27 settembre. Poi rimandarti a casa.

L.