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Cara Ue, ti scrivo

Discariche, inceneritori, trasferimenti fuori regione, differenziata. Il documento inviato all’Unione europea è la risposta dell’Italia alla lettera di messa in mora dello scorso settembre. L’Ue chiedeva certezza nei tempi di realizzazione. L’Italia – ma è il caso di precisare Regione, Comune e Provincia di Napoli – hanno faticato non poco per mettere a punto un documento che condiviso non è, ma contiene tutto ciò che finora è stato fatto e ancora c’è da fare (troppo).
Più o meno nei post precedenti c’è tutto quello che contiene questo documento. Post e non lanci d’agenzia né articoli.

Quel documento (non) condiviso, io ce l’avevo come gli altri, prima di tanti altri. Ma non era quello ufficiale e non potevo ancora scrivere. Quando quel testo è stato inviato, per me era tardi.  I giornali hanno avuto tutto il tempo di lavorarlo e oggi la risposta dell’Italia all’Unione europea è spiattellata un po’ ovunque. Chi più chi meno ce l’hanno tutti.

C’ho provato, ieri, a spiegare che le agenzie le cose devono averle prima, la risposta é stata che solo ora è stata inviata quella lettera alla quale facevo la corte da venerdì e che dopo è diventata mia, ma una bozza. Non ufficiale, non definitiva, avuta a fatica. L’ufficialità si è scontrata contro il tempo.

Resta la rabbia, tanta.

L.

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Dopo l’Olanda, Napoli chiama Germania, Svezia, Danimarca e Belgio

San Giacomo chiama altri Paesi europei. Il Comune di Napoli ha preso contatti con Germania, Svezia, Danimarca e Belgio: è uno dei passaggi contenuti nella risposta alla Commissione Europea alla lettera di messa in mora inviata all’Italia lo scorso settembre per la gestione dei rifiuti in Campania.

Dopo gli accordi con l’Olanda che hanno permesso il trasferimento, via nave, a Rotterdam e Amsterdam di 3mila tonnellate di rifiuti provenienti dagli Stir, “sono in fase di negoziazioni – si legge nel documento – ulteriori ipotesi contrattuali che interessano societa’ e impianti di recupero di energia in Germania, Svezia, Danimarca, Belgio”.

L.

“E Napoli è ancora così”

C’è che oggi è lunedì e non mi sembra vero di essere arrivata a sera. C’è che stamattina sono uscita di casa alle 8 perché, come dice un amico mio e della socia, “se abiti in culonia” succede che devi scendere presto per arrivare in centro. C’è che anche oggi doveva essere una giornata tranquilla e non lo è stata.

Per paura di far tardi, alle 9 ero già in centro. La socia è arrivata qualche minuto dopo perché lei, stamattina, ha indossato la veste di ufficio stampa per quest’incontro sul ruolo delle banche nel Mezzogiorno al quale ha preso parte pure Caldoro.

Prima che arrivasse, un collega del Corriere della Sera mi fa: “Ah, tu hai scritto il pezzo sul monnezza tour?”. Sì, embè? No, semplice curiosità perché lui voleva andare  a vedere via Ventaglieri. E io gliel’ho spiegato, vedrò domani se davvero ha fatto il giro.

Poi Caldoro parla: la Carfagna è brava, l’apertura di Casini è ragionevole e giusta e soprattutto “Speriamo di evitare le sanzioni, anche se la situazione chiaramente non ci aiuta”. Perché oggi – e anche domani – in città c’è la Commissione di tecnici dell’Unione europea che sono venuti a vedere a che punto siamo con la gestione dei rifiuti. E la situazione, dicono, è rimasta più o meno uguale a due anni fa, all’epoca dell’altra emergenza e dei giorni di guerriglia a Pianura. La differenza è che ora un piano ce l’abbiamo, ma deve ancora essere applicato.

Tra la commissione – che alla fine non ho seguito io, ma avrei voluto – il seminario, una puntatina alla Pastrengo perché i carabinieri oggi celebravano un sacco di cose, io e la socia siamo andate al giapponese e non ci sembrava vero poter pranzare a un orario quasi decente.

Prima di pranzo la prima B della giornata. La Triassi, che non è una qualsiasi, ma una del Dipartimento di Igiene della Federico II, che parla di “pericolo che può tramutarsi in rischio igienico-sanitario”. Ma la B bella di oggi è quella di Sepe, il cardinale che ha detto che l’emergenza rifiuti è una maledizione che incombe su Napoli.

È solo lunedì e io sono stanca, distrutta. E se posso interpretare il “socia-pensiero” anche lei è distrutta, anche lei è devastata ed è solo il primo giorno di un’altra settimana.

L.

p.s.: ci sono cose nella vita che non possono essere scritte. quella della nostra personale crociata. (“ma è nu bravo guaglione” cit.)