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Perché finisce tutto qui se te ne vai

Ieri Bertolaso ha detto ‘Ciao’. Lui qui ha finito e quindi saluta e se ne va. Intanto Cava Sari ha riaperto, ieri sera sono cominciati i primi sversamenti, 50 autocompattatori per cominciare e solo rifiuti dei 18 Comuni della zona rossa. Poi, a regime, è stato stabilito che non sarà superato il tetto delle 700 tonnellate di rifiuti al giorno.

L’emergenza è finita, dicono loro, però la foto della socia parla chiaro: per strada c’è ancora troppa monnezza e puzza un po’ dappertutto. Ieri ho finito alle 22, tutto sommato un orario normale per l’addio a Bertolaso. E grazie a un collega ho fatto un’altra B, un’altra notizia con le stelline sulla riapertura di Cava Sari.

Stamattina è stata dura tornare alla normalità e alla semplicità delle conferenze, delle situazioni in cui è il politico che convoca la stampa e tu devi stare a sentire e porre dopo le tue domande. Facile dopo i giorni trascorsi a intercettare sindaci, Bertolaso, Caldoro e compagnia bella che non avevano sempre voglia di dirti cosa era successo nelle riunioni in Prefettura.

Ma si deve fare, riposare in attesa della prossima volta in cui sarò di guardia davanti a un palazzo (e speriamo insieme alla socia come accadde tra dicembre 2008 e gennaio 2009). E allora andiamo pure a sentire cos’è l’housing sociale e perché è meglio dei vecchi modelli di edilizia popolare. Non più quartieri ghetto dove si concentra quella gente che, nel linguaggio politically correct, viene definita “le fasce deboli” e per il reddito e per le condizioni di disagio sociale. Piuttosto occorre pensare a servizi, cinema, pub per i ragazzi. E ci hanno messo un bel po’ di tempo a capire che le vele di Scampia non potevano portare a nulla di buono senza servizi né supermercati né niente. Quelle vele che ora rappresentano il degrado e il fallimento di chi le ha volute, quelle stesse vele che il sovrintendente vorrebbe non fossero abbattute perché rappresentative dell’architettura degli anni ’70. (Furono realizzate dopo l’approvazione della legge 167/1962 e costruite negli anni a seguire)

E adesso la Campania si appresta ad accogliere altri 16 mila e passa alloggi che, però, non saranno destinati solo alle case ad uso sociale, ma anche ad abitazioni per chi vorrà comprarle. La mia domanda é: chi vorrà farlo sapendo che ci saranno case popolari assegnate a volta anche a gente che se ne frega di regole e legalità e rispetto?

L.

 

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