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Dal Virgiliano guarderemo le regate

Il post di prima é il mio pezzo. I retroscena sono presto detti, o meglio, scritti. Il sindaco ieri è partito con il Napoli e tutti qui (me compresa) hanno fatto casini perché non capivamo il motivo di quella partenza, fermo restando che l’esordio del Napoli in Champions è una cosa importantissima. Ci ha pensato il suo vice, Sodano, al seguito dell’ex pm, a dire che stavano lì “per incontri istituzionali che comunicheremo nelle prossime ore”.
Nel pomeriggio, comincia a girare la voce che in realtà de Magistris fosse andato in Inghilterra per la Coppa America. Era grande il rischio che fosse una voce messa in giro ad hoc per giustificate la presenza del sindaco allo stadio, stasera. Così la risposta che mi è stata data “Se vogliono ce lo comunicano loro”, mi è bastata.
Poi in serata la voce diventa una certezza: in Inghilterra c’è anche Caldoro. Io un po’ mi dispiaccio perché non l’ho scritto e stamattina era su tutti i giornali e noi, quella notizia, la sapevamo, ma non ce l’avevamo. Ma forse meglio così perché quella cosa doveva rimanere “segreta” fino a oggi.
Me la sono cercata e oggi ho lavorato per questo. Un po’ di disorganizzazione e  noi in affanno mentre altri, più coordinati, i lanci li hanno messi in rete prima.
Poco importa, però, se alla fine ho scritto un pezzo che é piaciuto a tutti, azzeccato anche nel titolo. E domani tocca ancora a me, domani che é il day after.

L.

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Coppa America: Nel mare di Napoli arrivano le World series

<<NAPOLI, 14 SET – Obiettivo centrato: Napoli si aggiudica due tappe delle World Series della Coppa America. L’ufficialità è arrivata solo nel pomeriggio da parte della Acea, la società americana che gestisce l’evento, dopo un incontro, a Plymouth, dove si stanno disputando alcune regate, con i vertici di Regione Campania, Comune e Provincia di Napoli, Unione industriali e Bagnolifutura.
Il contratto preliminare è stato sottoscritto a Plymouth e i dettagli dell’accordo, così come le date dei due eventi dell’Ac World Series, saranno comunicati durante una conferenza stampa in programma a Napoli il prossimo 29 settembre.
Già da ieri, però, era nell’aria che la firma del contratto con gli americani si stesse avvicinando. Il sindaco Luigi de Magistris, insieme con il suo vice Tommaso Sodano, è volato in Inghilterra sul charter che ha portato lì il Napoli, impegnato stasera nella prima di Champions League contro il Manchester City. Più o meno nello stesso momento, su un altro aereo, è arrivato in Inghilterra Stefano Caldoro, governatore della Campania, insieme con il presidente dell’Unione industriali, Paolo Graziano, che dall’inizio ha condotto le trattative. Tutti lì, i vertici istituzionali: Regione, Comune e Provincia di Napoli (per la quale c’era il vicepresidente Gennaro Ferrara) così come Graziano e il presidente di Bagnolifutura, Riccardo Marone. E oggi la sigla dell’accordo, ufficializzata dallo stesso Richard Worth, presidente di Acea, il quale ha annunciato che ‘l’America’s Cup world series fara’ tappa a Napoli’.
Solo qualche giorno fa, l’opportunità per Napoli sembrava sfumata, quando, agli inizi di settembre, l’Acea aveva comunicato che ad aggiudicarsi due tappe, per le quali era in corsa anche il capoluogo campano, era stata Venezia, il cui sindaco Orsoni, in piena estate, si era recato a Cascais, in Portogallo, per siglare l’accordo con gli americani.
‘Un grande successo per Napoli e la Campania. Un ottimo lavoro da parte di tutti che premierà, in termini di benefici, la città e l’intera Regione – ha commentato Caldoro – Il miglior campo di gara per uno straordinario evento sportivo’.
Per de Magistris, aver raggiunto l’accordo è ‘rispondere a polemiche strumentali con i fatti’. In molti, come lo stesso sindaco aveva più volte ribadito, erano scettici sulla reale possibilità che l’evento si disputasse a Napoli. Non ultime le polemiche sollevate ieri dalla notizia che l’ex pm si era recato in Inghilterra per assistere alla partita. ‘A tutti coloro che hanno tentato di ostacolare il cammino dell’Amministrazione – ha affermato – rispondiamo con fatti che dimostrano la concretezza del suo operato’. Un’occasione, quella delle regate a Bagnoli, che mette d’accordo Caldoro e de Magistris: benefici e opportunità di sviluppo per la città e per l’intero territorio regionale.
Marone, dal canto suo, ha sottolineato che si tratta ‘di una grande opportunità per Napoli, e in particolare per Bagnoli, non solo perché consente di rilanciare l’immagine della città nel mondo ma anche perché, così come previsto dal protocollo d’intesa, sara’ la Bagnolifutura a curare la progettazione e la realizzazione di tutti gli interventi necessari allo svolgimento dell’evento’. Cosa che, dal suo punto di vista, imprimerà una accelerazione alle opere per lo sviluppo dell’area di Bagnoli, ‘grazie anche allo sblocco dei finanziamenti da parte della Regione Campania’.
Ogni tappa dell’Ac World Series si compone di una serie di eventi comprendenti regate di flotta, duelli di match race e prove di velocità che vedono impegnati nove AC45 identici.
Questi eventi rappresentano l’unica opportunita’ di vedere impegnati sullo stesso campo di regata tutti i protagonisti della prossima America’s Cup.>>

L.

Bye bye America’s Cup

Napoli perde ancora l’America’s Cup. O meglio, per essere precisi, due tappe delle World series della Coppa America. A vincere, stavolta, è Venezia. Apri il giornale di domenica mattina e scopri che Napoli è indietro nella corsa, mentre qui tutti dicevano che era cosa fatta. E mentre cominci il pranzo della domenica arriva l’ufficialità che gli americani hanno firmato con Venezia e tu, di punto in bianco, te ne devi occupare. No, la città del Moro non è spuntata da un cilindro. Insieme a Trapani, in Sicilia, concorrevano e da prima di noi, per aggiudicarsi quelle tappe.

Ora ci stanno dicendo che forse abbiamo una speranza per avere almeno una tappa qui. Un contentino. Si dovrebbe anche capire cosa in realtà abbiano offerto in più, in termini anche economici, i veneziani.

E sempre domenica, Caldoro, Cesaro e de Magistris hanno scritto un comunicato congiunti (di quelli che ultimamente vanno di moda da queste parti) per dire che loro hanno fatto tutto il possibile per mettere nelle condizioni ottimali chi doveva occuparsi delle trattative “ovvero il
presidente dell’Unione degli industriali della provincia di Napoli, Paolo Graziano”. E se non fosse chiaro che si stava scaricando la colpa su di lui, più avanti lo hanno pure ripetuto: “Chi ha gestito la trattativa, in particolare il presidente dell’Unione industriali Napoli, interfaccia per l’Acea, negli incontri avuti con noi e anche pubblicamente, ha sempre manifestato e manifesta tuttora certezza circa la realizzazione della America’s Cup a Napoli”.

La differenza? Qui siamo andati avanti di proclama in proclama. Tra scettici e ottimisti e “Bagnoli non sarà pronta”, “Cosi’ si rallenta la riqualificazione dell’area” etc etc, l’estate a Napoli è passata parlando solo di questo e le cose si sarebbero dovute concludere il 15 agosto. Già quel giorno, qualcuno avrebbe dovuto capire che se da San Francisco non era arrivato nemmeno un piccione viaggiatore forse c’era da preoccuparsi. E mentre qui non si sa come e perché si continuava ad attendere e a discutere di quanto sarebbe costato rimettere più o meno a nuovo Bagnoli e se con il tempo ce l’avremmo mai fatta a realizzare tutto, quello stesso 15 agosto il sindaco di Venezia, Orsoni, è andato in Portogallo e ha stretto le mani degli americani.

Ora tutti vogliono tacere “per non fare la figura di merda”, ci hanno detto ieri sera dopo tre ore davanti alla sede degli industriali a piazza dei Martiri. “Quella l’avete già fatta”, è stata la mia risposta. Niente, in pratica, rispetto a quello che avrei fatto una decina di minuti più tardi: prendermela con chi assolutamente non c’entrava nulla di quelle tre ore trascorse lì senza motivo.

Una spiegazione io me la sono anche data. Sono stata avvisata perché era convinzione diffusa che dalla riunione sarebbe uscito qualcosa di buono. Invece non è andata così se l’assessore della Regione, Taglialatela, se n’è andato alle 19 e la riunione è terminata un’ora e mezza dopo. A quel punto meglio uscire senza dir nulla alla stampa e non regge che siano stati gli americani a dire di fare silenzio perché magari c’è ancora qualcosa per Napoli. Poche righe stringatissime, l’ennesimo comunicato congiunto e inutile.

L.