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Cara Ue, ti scrivo

Discariche, inceneritori, trasferimenti fuori regione, differenziata. Il documento inviato all’Unione europea è la risposta dell’Italia alla lettera di messa in mora dello scorso settembre. L’Ue chiedeva certezza nei tempi di realizzazione. L’Italia – ma è il caso di precisare Regione, Comune e Provincia di Napoli – hanno faticato non poco per mettere a punto un documento che condiviso non è, ma contiene tutto ciò che finora è stato fatto e ancora c’è da fare (troppo).
Più o meno nei post precedenti c’è tutto quello che contiene questo documento. Post e non lanci d’agenzia né articoli.

Quel documento (non) condiviso, io ce l’avevo come gli altri, prima di tanti altri. Ma non era quello ufficiale e non potevo ancora scrivere. Quando quel testo è stato inviato, per me era tardi.  I giornali hanno avuto tutto il tempo di lavorarlo e oggi la risposta dell’Italia all’Unione europea è spiattellata un po’ ovunque. Chi più chi meno ce l’hanno tutti.

C’ho provato, ieri, a spiegare che le agenzie le cose devono averle prima, la risposta é stata che solo ora è stata inviata quella lettera alla quale facevo la corte da venerdì e che dopo è diventata mia, ma una bozza. Non ufficiale, non definitiva, avuta a fatica. L’ufficialità si è scontrata contro il tempo.

Resta la rabbia, tanta.

L.

Sei discariche in provincia di Napoli e quattro a Salerno

Discariche, impianti intermedi e finali, raccolta differenziata. E’ tutto contenuto nella risposta (circa 40 pagine e diversi allegati) dell’Italia alla lettera di messa in mora per la questione dei rifiuti inviata lo scorso settembre dall’Unione europea.

Nel primo degli allegati sono indicati i siti, individuati dal commissario straordinario per le discariche, Annunziato Vardè, nominato dal presidente della Giunta regionale campana, Stefano Caldoro. Sono sei in provincia di Napoli: Chiaiano, Giugliano (Masseria Monticelli), Pozzuoli (Il Castagnaro Ovest), Comiziano (Campo Frazione Faibano), Marano (Cupa dei cani) e Sant’Anastasia; 4 nel Salernitano: Laurito, Caggiano, Nocera Inferiore e Battipaglia.

L.

Un post in 4 punti, tipo maxiemendamento

Punto 1. Da oggi chiamatemi Eta Beta, se vi fa piacere. Un consigliere regionale mi ha paragonato a questo personaggio, un fumetto alieno amico di Topolino che ha due caratteristiche: da un lato la genialità, dall’altro che dalla sua gonnellina caccia l’impossibile tipo Mary Poppins dalla borsa. Quando ridendo l’ho detto al mio capo, mi ha fatto presente che in effetti si tratta di un complimento, anche se Eta Beta è un mostriciattolo.

Punto 2. Caldoro è venuto in Consiglio regionale, ha posto la fiducia al maximemendamento e alla manovra di assestamento di bilancio e ha detto: “Ciao, vado a Cortina d’Ampezzo, ci vediamo domani” perché devono passare 24 ore prima di votare il provvedimento in aula. Prima di partire, però, si è fermato 2 minuti e 30 secondi con noi e mi ha accarezzato i capelli, come si fa con i bambini. Ecco, ci risiamo.

Punto 3. Il Tar del Lazio ha respinto i ricorsi di Avellino e Caserta contro l’ordinanza che Caldoro ha firmato sabato sera mentre ero al mare e della quale ho scritto da lì, dal campeggio. Così si sversa fino al 9 agosto a San Tammaro e a Savignano Irpino. Il Tar, però, dice che il 31 agosto, quando ci sarà l’udienza, la Regione deve portare i dati tecnici relativi alla capienza di cava Sari e della discarica di Chiaiano. Va bene, ma ricordatevi che a cava Sari può andare  solo la monnezza dei Comuni dell’area vesuviana. Diversamente col cazzo che ci sarebbe stata una nuova emergenza (l’ennesima, ciclica emergenza)!  Per questo provvedimento, Caldoro da Cortina sorride. Lo so. Sempre il Tar del Lazio, ma un’altra sezione con un altro presidente, ha invece deciso di prendersi 24 ore di tempo e depositare domani la sentenza sul ricorso del Comune contro il termovalorizzatore di Napoli est.

Punto 4. In questi giorni mi sono tutto sommato divertita anche in Consiglio regionale. E domani sono contenta di chiudere il cerchio e andarci di nuovo.

L.

Puzza di monnezza

“La senti questa puzza? E’ la discarica di Chiaiano”. Stasera sono tornata a casa in motorino, dal Vomero, dopo il corso d’inglese, insieme a uno che segue con me. Abbiamo fatto un giro un po’ lungo per evitare zone non proprio belle di sera. Siamo arrivati alla rotonda Titanic, tra Chiaiano e Marano, e la puzza ci ha investiti. L’aria lì è quasi pestilenziale. Dalla rotonda degli scontri del 2008, la puzza ti insegue fin più giù. Poi giri l’angolo e speri di essere lontano, invece ancora puzza. Ora Chiaiano si avvia alla saturazione, alternative ancora non sono state individuate, noi non sappiamo dove andare a sversare e se in città le cose non vanno poi così male perché qualcosa riescono a fare, in provincia si soffoca.

Ho provato a immaginare cosa significhi vivere lì, doversi abituare alla puzza che ti entra in casa, nelle stanze, nel naso e non se ne va. Mi sono chiesta come sia possibile arrivare a tanto, scrollare le spalle puntando l’indice contro qualcun altro, sempre in cerca di un responsabile a cui addossare una colpa che è di tutti.

Hanno un’altra luce, un’altra importanza le corse e gli sbattimenti, i pensieri, i propositi e le intenzioni, il sindaco che annuncia per l’ennesima volta la differenziata a Scampia, gli operatori ittici (perché chiamarli pescivendoli ormai non è politically correct) che non vogliono trasferirsi a Volla, il corso di inglese a metà perché cercavo di parlare con Sommese e De Mita jr (entrambi Udc in Giunta alla Regione) dopo il diktat di Berlusconi di cacciare dagli esecutivi tutti gli esponenti del partito di Casini.

Di questa giornata, cominciata con una corsa per le scale perché stava suonando l’antifurto del motorino, fatta di proteste e un po’ di paura perché stasera il Comitato 10 febbraio aveva organizzato un corteo in memoria delle vittime delle Foibe e c’erano quelli di Casa Pound e dietro l’angolo, a piazza Matteotti, quelli dei centri sociali, pronti a darsi mazzate, io ricorderò la puzza di monnezza. E vorrei che fosse possibile farla annusare a chi dice che la gente comune (non i vari Comitati che pure ci marciano) non ha motivo di lamentarsi perché i rifiuti nelle cave a norma non puzzano.

L.

L’anno del Coniglio

Mentre la socia è via, a Bruxelles, a me oggi hanno fatto scrivere quel pezzo che lei mi chiede ogni volta che mi lamento della metropolitana che non funziona.

In più, stamattina, ho comprato le ballerine che avevo adocchiato ieri sera e provato mentre ero a telefono con la Sannino, quella di Metronapoli, per farle una mini intervista telefonica.

Ora, siccome è pieno pomeriggio, mi preparo ed esco. Stasera i cinesi festeggiano il loro capodanno e al Molo San Vincenzo ci saranno i fuochi d’artificio, gli stessi dell’inaugurazione delle Olimpiadi di Pechino.

Buon Anno del Coniglio a tutti! (a partire dalla mezzanotte, però, eh)

L.

p.s.: pare che la monnezza torni per le strade. Chiaiano si avvia alla saturazione, gli Stir lavorano a rilento e la Provincia di Napoli non ha ancora individuato i siti (o almeno non li ha resi noti)

Anno nuovo, monnezza vecchia

No, la Iervolino non ci crede che la soluzione sia vicina. La sua preoccupazione è che dopo il 10, quando cioè Caserta smetterà di accogliere i rifiuti di Napoli, la città torni punto e a capo. E questo nonostante l’incontro di ieri a Palazzo Chigi, durante il quale pareva fosse stato siglato un accordo per l’apertura di due discariche per risolvere la questione nell’immediato e poi siti di trasferenza e i famigerati termovalorizzatori.

Eppure lei stasera, a una cosa di beneficenza per la Befana, ha detto che ieri a Roma hanno solo “deciso di decidere” perché le decisioni, quelle “concrete” non sono state prese. Ha mantenuto la calma mentre parlava, ma si vedeva che era un po’ irritata. Basta seguirla in giro una decina di volte per capirlo: quando Rosetta si incazza, non lo chiama per nome il suo interlocutore, ma solo con il ‘titolo’ che ha. Così stasera non era Caldoro che non si decideva, ma il presidente della Regione.

Intanto, l’ipotesi di riaprire la discarica di Macchia Soprana, a Serre, è bastata da sola a far gridare alla protesta. E lo stesso vale per Visciano, area Nolana, dove il sindaco ha detto di essere pronto a usare il tricolore come sciabola. Dopo Terzigno, gli scontri, la guerriglia e la cancellazione di Cava Vitiello dalla lista delle discariche da realizzare, come dare torto a chi pretenderà che gli invasi non insistano sul proprio territorio?

E Chiaiano si avvia alla saturazione.

Insomma, la monnezza ce l’abbiamo ancora per le strade. Napoli respira e intanto la provincia soffoca. Caldoro, entusiasta (di che cosa poi?) all’uscita da Palazzo Chigi, ieri ha detto che entro il 15 sarà pulita anche la Provincia.

Nuove promesse e forse nessuno ci crede più.

L.

L’emergenza è finita

NAPOLI ANCORA SOMMERSA DAI SACCHETTI.

Duemilatrecento sono le tonnellate di rifiuti presenti nelle strade di Napoli. Questo il dato fornito oggi dall’assessore comunale all’Igiene urbana Giacomelli, a margine delle celebrazioni per i defunti. Secondo quanto riferito dall’assessore, stamattina i camion stanno sversando a Chiaiano, così come a Taverna del Re dove «al momento – ha detto l’assessore – non ci sono incidenti». Secondo i dati forniti stanno scaricando circa 20 mezzi. «Continuando così – ha detto Giacomelli – sono fiducioso che nella giornata di oggi riusciremo a sversare la nostra capacità massima che si aggira fra le 1600 e 1650 tonnellate al giorno». Per quanto riguarda la giornata di ieri, Giacomelli ha riferito che hanno scaricato circa 80 mezzi a Chiaiano, mentre nel pomeriggio a Taverna del Re le operazioni sono state interrotte a causa delle manifestazioni.

BERTOLASO: BISOGNAVA APRIRE LA SECONDA DISCARICA A TERZIGNO.

«Non penso di essere Superman, mi è stato chiesto di intervenire e l’ho fatto anche in questa occasione e sono soddisfatto per l’accordo raggiunto su Cava Sari». A parlare è il sottosegretario e capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, in un’intervista al Mattino nella quale descrive il suo intervento in Campania, dove è stato inviato su mandato del Consiglio dei ministri per arginare l’emergenza rifiuti. Sulla decisione relativa alla discarica che doveva essere costituita a Cava Vitiello, Bertolaso precisa di aver proposto solo di sospendere l’apertura, proposta rifiutata dai sindaci perchè ritenuta insufficiente; poi, Cava Vitiello è stata «cancellata dal primo ministro con una legge», afferma. A quel punto, il sottosegretario ha aggiunto la soppressione di Valle della Masseria e il suo compito è terminato. Bertolaso sostiene di avere lasciato alla fine del 2009 una regione autosufficiente con altri due termovalorizzatori da realizzare, per i quali, ad ottobre non era stata ancora indetta una gara d’appalto, mentre «se fosse stato fatto quello che era previsto, probabilmente – dice – non sarebbe mai stato necessario individuare altri siti». Per Bertolaso, «se si riapre Cava Sari per i 18 comuni del vesuviano e Chiaiano resta a disposizione degli altri, per ora abbiamo risolto». Il capo della Protezione civile, infine, afferma che gli amministratori locali dovrebbero essere più severi sulla differenziata, accelerare sui termovalorizzatori e organizzare una cabina di regia che lavori 24 ore su 24. Sull’intera questione, Bertolaso ammette di avere qualche responsabilità: «A fine dicembre i tempi non erano maturi per andare via, ma lo prevedeva la legge. Gli amministratori locali però erano impreparati».

BERLUSCONI: I PROBLEMI LEGATI AI RIFIUTI SONO STATI CREATI DALLA GIUNTA DI SINISTRA DELLA IERVOLINO

«Il governo ha risolto la situazione, non si può attribuirgli colpe che non ha» e che invece ha «la giunta di sinistra guidata dal sindaco Rosa Russo Iervolino». È quanto sostiene il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che, inaugurando il Salone del ciclo e motociclo di Milano, è tornato sulla vicenda dei rifiuti partenopei. Dopo una lunga digressione sul trattamento necessario prima del conferimento in discarica dei rifiuti, Berlusconi ha spiegato che quel trattamento «per evitare che le discariche emanino puzza, lo doveva fare l’azienda di smaltimento di Napoli guidata dalla giunta di sinistra del sindaco Rosa Russo Iervolino» che invece «non ha fatto il lavoro di pulizia della spazzatura e lo ha immesso direttamente tutto in una cava». Riferendosi al caso di Terzigno «che abbiamo risolto», Berlusconi ha spiegato che «la cava diventerà un grande parco, come la montagnetta di Milano, quando sarà riempita, e il governo ha risolto la situazione, quindi non si può attribuirgli colpe che non ha». «Questo governo – ha concluso – è concreto, pragmatico e capace e interviene in tutte le situazioni nazionali e internazionali».

IERVOLINO: IL GOVERNO NON CI HA MAI CONVOCATO

«Non ci hanno mai chiamato al tavolo tecnico». Queste le parole del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, in relazione alla nuova convocazione del tavolo tecnico sui rifiuti, convocato per oggi alla Prefettura di Napoli, cui parteciperà il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. Il sindaco, a margine delle celebrazioni per la giornata dei defunti, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha affermato «di non partecipare al tavolo cui partecipa il presidente della Provincia, perchè il Comune non è mai stato convocato». «Non ce l’ho con la Provincia – ha concluso Iervolino – ma il Governo non ha mai convocato il Comune di Napoli». «Forse occorrerebbe un pò più di prudenza prima di dichiarare giorni fissi per la fine dell’emergenza». Così il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino si è espressa oggi a margine delle celebrazioni, nel cimitero di Poggioreale, della giornata dei defunti. Parole che rappresentano una risposta al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che nella sua ultima visita a Napoli, la scorsa settimana, aveva affermato che Napoli sarebbe stata pulita entro tre giorni. «Io – ha aggiunto Iervolino – non partecipo al gioco del ping pong di chi butta la palla addosso agli altri». «L’Asia – ha proseguito il sindaco – sta facendo l’impossibile e per questo va detto grazie ai lavoratori che hanno anche pagato con la vita di uno di loro». Ma il problema principale, come riferito dalla Iervolino, è rappresentato dalla difficoltà che i camion incontrano per sversare i rifiuti. «Se tutti si ribellano – ha detto il primo cittadino di Napoli – e non si individua un posto in cui scaricare i rifiuti, l’emergenza non finirà ed anzi si aggraverà».

ASIA: RACCOLTA RECORD OGGI A NAPOLI.

Raccolta record di rifiuti oggi a Napoli, ben 1630 tonnellate. Lo annuncia l’assessore comunale all’Ambiente del comune partenopeo Paolo Giacomelli. «La raccolta e il conferimento record della giornata di oggi – dice all’ANSA – dimostrano le capacità e la buona organizzazione dell’Asia. Voglio in particolar modo ringraziare i dirigenti e i dipendenti tutti della società per l’impegno e l’abnegazione dimostrata nel lavoro quotidiano. Il risultato di oggi è la dimostrazione che, se ci è data la possibilità di conferire, siamo in grado di restituire in pochi giorni una condizione di decoro alla città». I rifiuti raccolti oggi sono stati conferiti nella discarica di Chiaiano, nell’ area di trasferenza di Giugliano e nello Stir di Tufino.

GIUGLIANO, SCONTRI E FIACCOLE.

Un’ora di scontri: si allarga il fronte della protesta contro la decisione di riaprire il sito di stoccaggio di Taverna del Re, alla periferia di Giugliano. Ora in campo non ci sono più quelle poche decine di persone disposte a prendere le botte pur di bloccare gli auto compattatori diretti al sito di stoccaggio ma gli studenti, la chiesa, la società civile. Lo testimonia il lungo corteo che si è snodato lungo le strade di Giugliano, ancora invase dai sacchetti di spazzatura, al termine dell’ennesima giornata di scontri avvenuti dinanzi all’ingresso del sito di stoccaggio. Centinaia e centinaia di persone che scese in strada hanno urlato la loro rabbia contro l’ordinanza del presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, che ha riaperto i cancelli della «cittadella della munnezza» – dove già vi sono sei milioni di ecoballe – per accogliere altre 10mila tonnellate di rifiuti, provenienti per la maggior parte della città di Napoli. I manifestanti hanno ricordato che tutta la zona attendeva le bonifiche e non altri rifiuti, che voleva chiudere con il passato fatto anche di speculazioni da parte delle ecomafie, che in quest’angolo della Campania ha sversato di tutto. C’è la preoccupazione per l’inquinamento delle falde acquifere e le indagini tecniche disposte dalla magistratura hanno accertato che bisogna fare presto nel percorrere la strada del risanamento ambientale. Nel perimetro di qualche decina di chilometri vi sono ben sette discariche sature, un impianto di tritovagliatura, nonchè il sito di Taverna del Re grande 4,5 chilometri e mezzo quadrati. Una superficie pari a centinaia di campi di calcio che conta sei milioni di tonnellate di spazzatura, accatastate in piramidi che testimoniano anni e anni di emergenza, dalla quale dopo avere speso un fiume di denaro non si è mai usciti. Alcuni manifestanti, attraverso un pool di legali, hanno inoltrato una diffida al sindaco di Giugliano affinchè provveda ad emettere un’ordinanza che cancelli quella del presidente della Provincia di Napoli. E poi hanno presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Napoli. Oggi a Taverna del Re sono giunti tecnici dell’Arpac che hanno effettuato un primo sopralluogo. A quanto si apprende non sono emerse irregolarità nella gestione dell’attività di stoccaggio della spazzatura ‘tal qualè, che dovrebbe essere rimosso entro trenta giorni per finire o in discarica o al termovalorizzatore di Acerra. Oggi i cancelli di Taverna del Re sono stati varcati da una quarantina di automezzi. Solo una decina del Comune di Giugliano, tutti gli altri dal Comune di Napoli. Ma per i mezzi non è stato facile marciare ance se protetti dalla scorta di polizia e carabinieri. Poche decine di manifestanti hanno tentato di tutto per bloccarli con le sole armi della rabbia e dell’amarezza per un accordo non rispettato. E così c’è stato un vero e proprio corpo a corpo con le forze dell’ordine, giunte in assetto antisommossa e in gran numero. Qualche ora di riposo. E domani, promettono i manifestanti, si riprende la vigilanza.

BERTOLASO IN PREFETTURA: LA CRISI SI POTEVA EVITARE.

«Amarezza? Certo che ce n’è, perchè quei rifiuti che sono ancora qui nelle strade della città potevano essere tranquillamente rimossi. Abbiamo dato tutte le possibilità per farlo, e indicato tutte le soluzioni per evitare di arrivare a questo punto». Così Guido Bertolaso ha risposto ad un giornalista che gli ha chiesto se lasci con amarezza il suo incarico a Napoli, dove in serata sta presiedendo l’ultima riunione di coordinamento con i 18 sindaci dell’area vesuviana. Il capo della Protezione civile, ha smentito, invece, atteggiamenti polemici. «Le polemiche mi pare che ci stanno con il lavoro che faccio. Anzi in nove anni di questo lavoro tutto sommato poteva andare molto peggio», ha aggiunto. Bertolaso ha già reso noto che chiuderà oggi la nuova missione cominciata a Napoli il 22 ottobre con la nuova crisi nella raccolta dei rifiuti. «Certo che abbiamo pensato alla possibilità di commissariare l’Asia, ma purtroppo si tratta di una partecipata del Comune di Napoli, che rientra totalmente nelle competenze del Comune». Così Guido Bertolaso ha risposto alla domanda di un giornalista sull’opportunità di commissariare l’Asia, Azienda di igiene ambientale del Comune di Napoli, che cura la raccolta dei rifiuti. «Purtroppo da questo punto di vista non possiamo fare nulla – ha detto il capo della Protezione civile – bisogna convivere con l’Asia, rispettare i suoi dipendenti che fanno un lavoro difficilissimo. Ma quando parlo di un problema che c’è nel manico, cioè nell’organizzazione, è evidente che intendo dire che anche in questo caso qualcosa si poteva sistemare e risolvere». Il compito della gestione dei rifiuti deve passare agli enti locali perchè «il compito della Protezione civile è esaurito». Lo ha detto Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, al suo arrivo in prefettura a Napoli accompagnato dal presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, da quello della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, dai sindaci del Vesuviano e dai vertici delle forze dell’ordine. «Sono venuto qui per affiancare gli enti locali e cercare di trovare una soluzione per la vicenda di Cava Vitiello – ha affermato – mi pare che la soluzione sia stata trovata, il mio compito per quello che riguarda Terzigno mi pare concluso». «Per il resto non siamo in emergenza, dal primo gennaio scorso la responsabilità è passata agli enti locali – ha aggiunto – qualsiasi richiesta, aiuto o supporto cercheremo di darlo nei limiti delle nostre possibilità e del nostro tempo». Il sottosegretario ha poi precisato che la situazione di ordine pubblico «non è stata determinata dalla Protezione Civile». «La vicenda di Taverna del Re è una questione che non ci appartiene – ha sottolineato Bertolaso – è stata individuata come una delle possibili alternative temporanee per la pulizia di Napoli, personalmente non l’avrei fatta». Il capo della Protezione civile ha poi precisato che se ognuno «si assumesse le proprie responsabilità» in materia di rifiuti e «si impegnasse con lo stesso tempo e la stessa determinazione che mettiamo noi nel nostro lavoro, non saremmo neanche arrivati a questo punto». «È – ha concluso – una questione di manico, organizzazione, impegni» (l’ultimo lancio è della socia).

Fonte: Ansa.

That’s all folks.

A.